...
Grazie all’impegno e alla visione di Carmine Creazzo, infermiere pediatrico, e alla mediazione di Roberta Billè, arte terapeuta, è arrivata a noi una raccolta di disegni in piccolo formato.
Disegni essenziali, realizzati da bambini e bambine di Gaza all’interno di uno spazio fragile ma prezioso: un laboratorio nato sotto una tenda, accanto alla clinica di cure primarie di Emergency, nel tempo vuoto dell’attesa e nel cuore di una delle più gravi crisi umanitarie del nostro tempo.
Queste pagine non presentano semplicemente una raccolta di elaborati infantili. Custodiscono tracce di vite, frammenti di memoria, desideri, paure e speranze affidati a fogli bianchi e a pochi strumenti grafici essenziali. Ogni segno testimonia qualcosa che spesso sfugge alle cronache e alle statistiche: la capacità dei bambini di immaginare, creare e continuare a cercare un futuro anche quando il presente è attraversato dalla guerra.
Il laboratorio è nato come gesto di cura. Un gesto semplice, nella convinzione che la cura non si esaurisca nell’atto medico, ma comprenda ogni occasione in cui una persona viene riconosciuta nella propria umanità. Disegnare, in questo contesto, ha significato per ogni bimbo e bimba ritrovare uno spazio personale, provare a dare forma a emozioni difficili da raccontare, riaffermare per un po’ il diritto all’infanzia.
Le case che compaiono frequentemente nei disegni, i colori accesi, i paesaggi immaginati, i simboli della famiglia, dell’identità e della difficile quotidianità parlano di ciò che è stato perduto, ma anche di ciò che continua a esistere nel ricordo e soprattutto nell’attesa di un cambiamento, nell’aspettativa di un futuro in pace. In queste immagini convivono assenza e presenza, dolore e speranza, vulnerabilità e straordinaria forza vitale.
Questo catalogo mostra solo una piccola parte di quell’esperienza. Non pretende di spiegare Gaza né di rappresentarne tutta la complessità. Invita piuttosto a osservare il conflitto da una prospettiva diversa: attraverso lo sguardo dei bambini e delle bambine.
Uno sguardo capace di attraversare la distruzione senza esserne definito completamente, uno sguardo in grado di trasformare un foglio vuoto in un luogo di possibilità e di ricordarci che, anche nei contesti più difficili, la vita continua a cercare forme per esprimersi”.
Tea Taramino – Presidente di Forme in bilico APS
L’iniziativa si inserisce all’interno del ricco programma di eventi pensato per l'Anniversario della Fondazione OMI Opera Munifica Istruzione che celebra il 250° dalla sua istituzione ufficiale, un traguardo che testimonia oltre due secoli e mezzo di impegno continuo al servizio dell’educazione, della solidarietà e della crescita culturale delle persone.
Il progetto è a cura di Forme in Bilico APS, con il patrocinio della Città di Torino – Istruzione e Politiche Giovanili e dell'Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche, con il sostegno di Fondazione OMI e in collaborazione con Emergency e Conserveria Pastis.
Un invito ad osservare la realtà da una prospettiva diversa: quella dei bambini e delle bambine che, anche nei momenti più difficili, continuano a trovare nell'arte uno spazio di espressione e possibilità.
Per ulteriori informazioni e dettagli sull'accessibilità, contattaci al:
+39.011.8178968
info@operamunificaistruzione.it
www.operamunificaistruzione.it